Home

Il 16 aprile scorso la Direzione Centrale Ambiente e lavori pubblici della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha invitato la Federazione degli OAPPC della regione ad un tavolo tecnico sulle modalità di applicazione del protocollo di Valutazione Energetica ed Ambientale (VEA).

Come noto, il 1° giugno la VEA diventa obbligatoria per tutti gli interventi da realizzarsi nel territorio regionale, in sostituzione della certificazione energetica nazionale. Sarà l’ARES, l’Agenzia Regionale per  l’Edilizia Sostenibile, che guiderà i processi di divulgazione, formazione, accreditamento, il ricevimento delle dichiarazioni di conformità, la consulenza agli Enti pubblici, la gestione del catasto energetico relativi all’introduzione di questo strumento. Obiettivo del soggetto pubblico è quello di migliorare l’efficienza energetica e la compatibilità ambientale degli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione, monitorarne il processo, fornire alle amministrazioni pubbliche le informazioni necessarie a modulare le politiche di finanziamento ed incentivazione avendo sotto controllo il quadro complessivo.

La Regione, dopo la pubblicazione d un primo regolamento d’attuazione, sta approntando, ed è in via di approvazione, un ulteriore regolamento inerente i criteri di accreditamento dei soggetti abilitati alla certificazione VEA. Secondo quanto già anticipato due saranno i tipi di corsi che verranno organizzati, uno per la certificazione energetica e uno per quella ambientale. Come noto, infatti, la Regione Friuli Venezia Giulia, a differenza di altre regioni italiane, a fianco della certificazione energetica ha introdotto una certificazione ambientale obbligatoria (alcune regioni l’hanno introdotta, ma in via facoltativa, volontaria). Il regolamento di attuazione si conformerà alla bozza di Decreto in via di approvazione a livello nazionale.

Quali saranno i soggetti abilitati alla Certificazione VEA? Secondo lo schema che la Regione sta approntando i tecnici abilitati alla certificazione saranno soggetti ad un esame sui due ambiti di riferimento: certificazione energetica e certificazione ambientale. Saranno approntati due corsi, uno di 80 ore per la certificazione energetica e uno di 40 per quella ambientale. Al primo corso saranno obbligati a partecipare tutti quei soggetti non accreditati direttamente, ovvero saranno esentate alcune classi di laurea, tra gli altri ingegneri ed architetti (esclusi i pianificatori, per esempio), i tecnici già abilitati da altri soggetti, come i partecipanti al corso CasaClima (base più avanzato), i certificatori Sacert, in generale tutti i soggetti già accreditati in altre regioni italiane. Tutti gli altri soggetti non abilitati saranno obbligati a seguire il corso di 80 ore. Per un elenco definitivo e complessivo delle caratteristiche si rimanda alla pubblicazione del regolamento definitivo. Diversa invece la questione riguardante la certificazione ambientale, il cui corso di 40 ore sarà obbligatorio per tutti, non essendo presenti sul territorio nazionali analoghe certificazioni.

E’ importante sottolineare però che, al di là dell’obbligatorietà o meno di partecipazione ai corso, per diventare certificatori VEA sarà necessario sostenere una prova d’esame che verterà su entrambe le materie.

Il tavolo di lavoro convocato dalla Direzione Centrale Ambiente e lavori pubblici della Regione Autonoma FVG nasce con l’obiettivo di verificare e guidare questo processo di avvicinamento all’attuazione della legge. Tutti i soggetti invitati hanno espresso grande favore verso questo strumento, in grado di spingere verso quella qualità edilizia necessaria a migliorare non solo il rapporto con il territorio, ma anche in grado di dare maggior valore al lavoro di tutto il tessuto economico della Regione. Tuttavia sono emersi non pochi punti critici di cui uno in particolare. Si tratta delle tempistiche, che sono molto strette. Formare un numero ancorché modesto di certificatori, ma almeno sufficiente a creare una reale concorrenza sul mercato, appare impresa ardua, non essendo partito ancora nessun corso e il mese e mezzo che ci separa da questa scadenza appare insufficiente a darne attuazione.

Per questa ragione i soggetti partecipanti al tavolo tecnico hanno concordato di formalizzare una richiesta alla Regione per posticipare l’attuazione della certificazione almeno all’autunno, in modo da poter formare e accreditare un numero di certificatori adeguato a permettere una reale concorrenza sul mercato, non distorta da eventuali rendite di posizione dei pochi certificatori abilitati alla data del 1° giugno.

Pubblicità