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Osp. Salam (lr)
Segnaliamo agli iscritit che il Consiglio Nazionale riconosce 3 CFP per coloro i quali intendono seguire in streaming la cerimonia di premiazione dell’Architetto Italiano del prossimo 27 gennaio (545_15 Circolare n. 6 – Cerimonia di premiazione e 545_15 All.to 1- Programma).

Cogliamo l’occasione per ricordare che il riconoscimento di questa edizione è andato allo studio Tamassociati di cui è titolare il nostro collega Raul Pantaleo.Per Tamassociati, pioniere e protagonista del Social Design, si tratta dell’ultimo di una serie di premi e riconoscimenti internazionali che nell’ultimo anno hanno portato alla ribalta internazionale lo studio: il Premio IUS-Capocchin per la costruzione dell’ospedale pediatrico più sostenibile al mondo il Curry Stone Design Prize per le migliori realizzazioni di Social Design in Africal’ambitissimo Aga Khan Award for Architecture per l’ideazione, la costruzione partecipata e l’impatto eco-sociale di un ospedale simbolo in Africa e, di poche settimane fa, lo Zumtobel Group Award per l’innovazione e la sostenibilità di un’altra struttura ospedaliera, ancora in Africa.
La giuria presieduta dall’arch. Mario Cucinella ha così commentato l’attribuzione del riconoscimento “TAMASSOCIATI è stato scelto anche per la capacità dello studio di valorizzare una dimensione etica della professione realizzando, attraverso un approccio rigoroso e un linguaggio sempre controllato, dei progetti di architettura di qualità non solo in Italia ma anche, e soprattutto, in situazioni di particolare disagio, spesso caratterizzate da condizioni estreme causate da guerre, carestie, epidemie”.Ora, Tamassociati – riconosciuto come portatore di un linguaggio estetico innovativo e di una nuova organizzazione del lavoro che permette la sintesi migliore tra risorse disponibili e risultati finali (low cost-high value) – è impegnato su altri progetti di grande portata. Progetti attivati laddove le autorità e le popolazioni esprimono un grande bisogno sociale di cambiamento, crescita responsabile e sostenibile, fatto di infrastrutture ed edifici a uso civile. È iniziata la progettazione della sede della ONG Maisha in Uganda, voluta dalla regista Mira Nair per promuovere il cinema nel continente africano. Il Maisha Film Garden, realizzato con manodopera e materiali locali, poggerà su una collina nei dintorni di Kampala che si affaccia sul Lago Vittoria, e ospiterà la scuola di cinema e un parco pubblico. Vicino al Maisha Film Lab headquarter si snoderanno il cinema all’aperto, spazi di formazione e percorsi artistici.Comincia la prima fase di costruzione partecipata di un eco-villaggio in Senegal: una proposta rivoluzionaria per il Continente, che si concretizzerà nella realizzazione di un sistema-villaggio autosufficiente dal punto di vista idrico – con sistemi di recupero di acqua piovana – ed energetico – pannelli fotovoltaici -, dotato di un orto comune per l’autoproduzione di frutta e verdura.Il progetto Senegalese, via africana all’ecologia, è una proposta nuova per un nuovo tipo di modernità richiesta dal Continente, attenta a coniugare autogestione, tradizioni, paesaggio e tessuto sociale con le opportunità offerte dalla migliore progettazione internazionale.Tamassociati si occuperà della ristrutturazione e dell’efficientamento energetico e tecnologico dell’ospedale di Emergency a Kabul, nonché della realizzazione di un nuovo blocco operatorio d’avanguardia applicando i migliori criteri possibili di eccellenza progettuale e low cost in un contesto di guerra continua.In ITALIA, lo studio è impegnato nella consegna di 2 grandi insediamenti di co-housing (in provincia di Bologna e in provincia di Treviso), ideati, proposti e realizzati dal team e già divenuti casi-studio da parte degli osservatori internazionali. Sul fronte del recupero industriale, hanno appena consegnato un deposito edilizio ormai inservibile e avulso dal territorio, riqualificandolo e trasformandolo secondo i più innovativi parametri del Riuso, operando un ‘riassorbimento’ dell’edificio nell’ambiente circostante, ‘rinaturalizzandone’ gli spazi esterni e intervenendo sull’impiantistica. La conversione è parte di un progetto più ampio e generale di riqualificazione, recupero e riuso di strutture post-industriali nei territori del Triveneto.

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